Bufera social su Antonio Caprio (Ugl Bari): insulti e minacce dopo il post sullo sciopero
Il segretario dell’Ugl di Bari Antonio Caprio attaccato sui social per la sua posizione contro lo sciopero del 3 ottobre: commenti violenti e offese personali.
Il post e le motivazioni dell’Ugl Bari
Il segretario dell’Ugl Bari, Antonio Caprio, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post in cui spiegava i motivi per cui la sigla sindacale non avrebbe aderito allo sciopero del 3 ottobre. Nel suo messaggio il dirigente sindacale ha definito l’iniziativa «non legittima» e ha sostenuto che non avrebbe aiutato la causa palestinese.
Secondo Caprio, lo sciopero «è usato come strumento politico, danneggia lavoratori e pendolari, crea tensioni sociali e mina la credibilità del sindacato». Infine, ha invitato alla «responsabilità» in un momento delicato come quello attuale.
I commenti offensivi
Il post ha generato in breve tempo decine di commenti, molti dei quali estremamente duri e violenti. Alcuni utenti hanno accusato Caprio di essere complice dell’invio di armi a Israele, usando espressioni come «pezzo di fesso», «fascista» e «pezzo di escremento da concime».
Tra i messaggi più aggressivi: «Ma che carso di responsabilità è quella che uccide bambini con invio di armi al pazzo di Tel Aviv. Qui e ora la cosa più urgente è salvare esseri umani disarmati che vengono bombardati 24 ore su 24. Non c’è più tempo da perdere. Lo capisci, pezzo di fesso, insieme a quei cessi pubblici di destra, o no!!!».
Altri hanno scritto frasi ancora più offensive, come «ASSASSINI!!!» o insulti in dialetto pugliese, arrivando persino ad augurare la morte al segretario: «…che sono un fascista coglione nero e che dovrei uccidermi».
Antonio Caprio “Insulti e minacce che preoccupano”
Antonio Caprio ha così replicato ai commenti offensivi “Gli attacchi verbali contro non si sono limitati a critiche politiche ma hanno assunto i toni di minacce personali”.
Antonio Caprio ha anche ribadito che “Pur contestato per la sua posizione, è stato apostrofato con insulti di natura politica e personale, fino a vere e proprie istigazioni alla violenza.
La vicenda evidenzia come il dibattito sui social, soprattutto quando tocca temi sensibili come i conflitti internazionali, possa rapidamente degenerare in odio verbale e minacce, spostando l’attenzione dal confronto di idee all’attacco personale”.
Caro Antonio, ricordati che quei soggetti che scrivono queste cose sono dei frustrati che nella loro vita non hanno mai realizzato nulla col cervello di gallina che si ritrovano. Non hanno argomentazioni se non e soltanto quelle di offendere e demonizzare chi democraticamente come te esprime il suo pensiero in maniera elegante, non offensivo e concreto soprattutto rispetto alle argomentazioni che riguardano il mondo del lavoro di cui la sinistra oggi ha perso la bussola. Ciò che sta succedendo in questi giorni per le manifestazioni di piazza, pro pal, dovrebbe far riflettere anche il più convinto sostenitore targato “sinistra”. Vai avanti convinto per la tua strada!