Per Antonio Caprio non basta spiegare il calo delle nascite con motivi economici: l’infertilità giovanile, secondo lui, è il vero nodo dell’inverno demografico.
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Inverno demografico, Caprio (Ugl Bari-Bat): “Serve test di fertilità obbligatorio per i giovani”

Per Antonio Caprio non basta spiegare il calo delle nascite con motivi economici: l’infertilità giovanile, secondo lui, è il vero nodo dell’inverno demografico.

Infertilità giovanile oltre il 15%
Il segretario provinciale Ugl Bari-Bat, Antonio Caprio, ha lanciato un allarme preciso sul fronte dell’inverno demografico. «Da molti viene sollevato il rischio della riduzione delle nascite, ma la causa non può essere ricondotta solo alla questione socio-economica della nazione», ha dichiarato. Secondo Caprio, infatti, esiste un problema meno discusso ma sempre più rilevante: l’infertilità tra i giovani. «Sia pure non essendoci dati ufficiali, l’infertilità giovanile si attesterebbe intorno al 15% della popolazione nella fascia di età dai 18 ai 30 anni, e tende ad aumentare elevandosi l’età».

Il ruolo della politica
Per il sindacalista, non è più possibile imputare esclusivamente all’instabilità economica la crisi demografica del Paese. «Sempre dati statistici dimostrano che dove risulta esserci maggior povertà, le nascite restano invariate», ha evidenziato Caprio. Da qui la richiesta di un intervento diretto della politica, che – secondo la sua visione – dovrebbe affrontare il tema dell’infertilità con la stessa urgenza riservata alle misure di sostegno economico.

Test di fertilità dai 16 anni
La proposta del segretario Ugl è chiara: introdurre uno screening precoce e obbligatorio. «Penso che la politica debba tener conto del rischio fattore infertilità, e debba puntare alla prevenzione, facendo diventare obbligatorio un test per ragazzi e ragazze già dall’età di 16/17 anni per verificare il tasso di fertilità», ha spiegato. A suo avviso, i progressi della ricerca e della medicina consentirebbero non solo di individuare eventuali problemi, ma anche di curarli per tempo: «Si potrebbero correggere stili di vita e intervenire con cure mediche. Questa la ritengo una risposta concreta, se si vuole veramente provare a mettere fine al decremento delle nascite».

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