Pulizie all’Università di Bari, tredici lavoratori senza stipendio e appalto bloccato, Vasienti Ugl “Lavoratori senza stipendio e senza certezze”
Alla facoltà di Economia e Commercio resta aperta la crisi dell’appalto pulizie: fallimento, stipendi arretrati e subentro ancora fermo.
La protesta dei lavoratori addetti al servizio di pulizie presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari torna al centro della vertenza sindacale. Dopo mesi di incertezza, la situazione si è ulteriormente complicata: gli addetti non percepiscono lo stipendio da tre mesi e, dal 4 giugno, risultano sospesi dal servizio e dalla retribuzione.
Una condizione che ha riacceso la mobilitazione, anche alla luce degli ultimi passaggi legati alla società uscente e al tentativo di subentro nell’appalto. Il quadro, al momento, resta bloccato. I lavoratori sono senza retribuzione, senza certezze sui tempi di pagamento e senza una soluzione immediata sulla continuità occupazionale.
Appalto pulizie all’Università di Bari, la vertenza resta aperta
Secondo quanto riferito da Giovanni Vasienti, che sta seguendo la vicenda sindacale, la crisi riguarda i lavoratori impiegati nel servizio di pulizie della sede universitaria. La precedente società, Csf Costruzioni, è finita al centro di una procedura che ha portato il Tribunale di Milano alla nomina del curatore fallimentare.
Il curatore, in data 12 giugno, avrebbe emanato un provvedimento di sospensione. La conseguenza, per i lavoratori, è pesante: dal 4 giugno gli addetti risultano sospesi dal lavoro e dalla retribuzione fino a nuova comunicazione.
La vertenza era già esplosa nei giorni scorsi, quando la terza mensilità non pagata aveva spinto i lavoratori a riprendere la protesta. Una situazione che, con il passare dei giorni, è diventata ancora più delicata perché non riguarda più soltanto gli stipendi arretrati, ma anche il futuro stesso dell’appalto.
Il tentativo di subentro di Accadueo e il nodo delle ore
Nella giornata di martedì, presso la sede dell’Università di Bari, si è svolto un incontro con la società Accadueo, chiamata a valutare il subentro al posto di Csf Costruzioni. Il confronto, però, non ha prodotto un’intesa.
La società subentrante avrebbe proposto una riduzione delle ore settimanali contrattuali. In particolare, la proposta avrebbe riguardato il taglio di cinque ore settimanali per due lavoratori su una platea complessiva di tredici addetti.
Una ipotesi respinta dalle sigle sindacali Ugl, Cgil e Cisl, che hanno ritenuto inaccettabile l’intervento sulle ore di lavoro. Il confronto si è quindi chiuso senza accordo.
Alla base della posizione dell’azienda ci sarebbe la sostenibilità economica dell’appalto. Secondo quanto emerso durante l’incontro, Accadueo avrebbe evidenziato il peso di una gara bandita nel 2019, quindi costruita su costi del lavoro non più allineati all’attuale situazione economica.
Il risultato è un passaggio di consegne rimasto sospeso. Da un lato ci sono lavoratori senza stipendio da tre mesi; dall’altro una società che considera l’appalto non conveniente alle condizioni attuali. Nel mezzo resta il servizio, ma soprattutto resta la condizione di tredici famiglie che attendono risposte.
Vasienti: “lavoratori senza stipendio e senza certezze”
La posizione sindacale è netta. Giovanni Vasienti denuncia una condizione ormai non più sostenibile e annuncia nuove iniziative di mobilitazione.
“I lavoratori oggi si ritrovano senza stipendio da 3 mesi, sospesi dal lavoro e dalla retribuzione, senza un’azienda disposta a subentrare nell’appalto”, afferma Vasienti.
La protesta potrebbe ora spostarsi stabilmente davanti all’Università di Bari. Le organizzazioni sindacali stanno infatti valutando la proclamazione di un sit-in permanente e a oltranza, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete sulla ripresa del servizio, sul pagamento delle mensilità arretrate e sulla tutela dei livelli occupazionali.
Per i lavoratori il tempo delle attese sembra essersi esaurito. La vertenza, partita dagli stipendi non pagati, si è trasformata in una crisi più ampia che coinvolge appalto, curatela fallimentare, subentro aziendale e continuità lavorativa.
Ora la richiesta è che tutti i soggetti coinvolti, a partire dall’Università di Bari, assumano un ruolo attivo per evitare che il peso della procedura e delle condizioni economiche dell’appalto ricada esclusivamente sui lavoratori.